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Il metodo che uso con i miei atleti per rompere la spirale

Cosa è cambiato per Marco

Marco non è uscito da quell’incontro solo con una soluzione. Le incomprensioni con il suo allenatore erano ancora lì. Le gare da rifare erano ancora davanti a lui. Gli errori commessi durante la mattina non erano spariti grazie ad un colpo di spugna al passato.

Ma era uscito con qualcosa di più utile: una prospettiva diversa.

Aveva smesso di trattare i suoi pensieri come fatti. Aveva visto la sua situazione attraverso occhi diversi. Aveva rimesso le cose in una scala temporale più realistica. E aveva scoperto che la sua stabilità non dipendeva dalla risoluzione immediata di ogni problema. E che ciò che ci accade ora non è per sempre e non conta ora per sempre. Un errore è solo un errore.

Nelle settimane successive, le prestazioni sono migliorate. Non perché il mondo esterno fosse cambiato. Ma perché il modo in cui Marco lo guardava era cambiato.

Ed è sempre lì che inizia tutto.

Le quattro domande. Per te.

Se ti ritrovi in una spirale di pensieri ossessivi — in gara, in allenamento, o semplicemente nella vita — prova a farti queste quattro domande. Non tutte insieme. Una alla volta, con calma, come se le stesse facendo qualcuno che vuole davvero capirti.

  1. E se ti stessi sbagliando? La storia che ti stai raccontando è un fatto o un’interpretazione?
  2. Come apparirebbe questa situazione agli occhi di un altro? Qualcuno che ti vuole bene, come la vedrebbe?
  3. Questa cosa avrà ancora importanza fra un anno? Stai dando a questo momento un peso proporzionale alla sua durata reale?
  4. E se niente, in questo momento, dovesse cambiare? Saresti comunque in grado di stare bene e andare avanti?

Non sono domande per trovare risposte facili. Sono domande per spostare il punto da cui guardi. Perché quando cambi il modo di vedere le cose — le cose cambiano.

Lavoro con atleti e manager che vogliono trasformare la pressione in risorsa e i pensieri limitanti in punti di partenza. Se questo articolo ti ha parlato, scrivimi — o seguimi per altri contenuti sulla performance mentale.

 

Sono un High Performance Coach: alleno atleti professionisti, sportivi, manager e imprenditori che desiderano elevare il proprio livello di performance, migliorando lo stato di benessere. La mia specializzazione è lavorare su stress e pressione. Da atleta, analista finanziario, imprenditore ho sperimentato la stretta relazione tra pressione e performance. Saper gestire lo stress e la pressione è fondamentale per ottenere la massima prestazione sia in campo sportivo, sia nelle attività professionali.

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