Che tu stia giocando una finale, trattando un contratto milionario o semplicemente cercando di non crollare in una giornata storta, la sostanza non cambia: la pressione è la stessa. Ti batte il cuore in gola, il respiro si accorcia, le paure bussano forte come se volessero buttare giù la porta.
Io in quella porta ci sono passato più volte. E non ne sono uscito con bacchette magiche o frasi motivazionali da post. Ne sono uscito con allenamento, con errori presi in faccia, con cadute rovinose e con qualcuno che, in certi momenti, mi ha aiutato a vedere quello che io non riuscivo a vedere.
Questo libro nasce da lì. Dalla convinzione che la mente non è un nemico da domare, ma un muscolo che va allenato. Non solo per vincere — perché il risultato non dipende mai del tutto da te — ma per restare presente quando tutto ti direbbe di mollare.