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Wellbeing: ma quanto siamo stressati…

Continuiamo a parlare di benessere in azienda affrontando un po’ di numeri utili alla comprensione di quanto sia importante avere risorse che stanno bene dal punto di vista psico-fisico. Quaranta milioni di lavoratori in Europa hanno sintomi di stress da lavoro, e sempre lo stress è la maggior causa di assenteismo.
In Italia le cose non vanno meglio: Secondo uno studio di GoodHabitz, il 70% dei lavoratori italiani soffre di stress e burnout, con una quota non trascurabile (il 13%) che dichiara di aver sperimentato in modo molto forte questi due fenomeni. Tuttavia, solo il 50% delle persone si sente a proprio agio nel discutere all’interno dell’azienda di ansia, attacchi di panico e altri disturbi.  Inoltre, solo il 22% dei lavoratori italiani si sente ancora (molto) a disagio nel parlare della propria salute mentale con i propri manager di riferimento.
Per quanto riguarda i manager: in testa ai settori più stressanti c’è quello della finanza, (questo lo sapevo per esperienza diretta) con una percentuale del 93%, seguono i servizi professionali con il 90% (pubblicità, pubbliche relazioni, consulenza, servizi commerciali, legale, contabilità, architettura, ingegneria, progettazione di sistemi informatici) e chi lavora nel campo media/informazione (editoria, radio, televisione, cinema…) con l’87%. Una media molto alta se si tiene conto che quella italiana e del 66%.
Inquietante il dato del numero delle ore lavorate: infatti è emerso sempre dallo studio che il 30% dei lavoratori del mondo della finanza fa almeno 5 ore di straordinari a settimana, il 25% arriva a 10 ore settimanali, il 6% fino a 15 ore mentre il 5% fino a 20 ore.
Il 45% pensa inoltre di essere pagato correttamente per le proprie capacità ed esperienza, il 31% pensa di essere sottopagato, il 33% vorrebbe avere più responsabilità, più autonomia e un ruolo più senior, il 7% pensa invece di ricoprire un ruolo per cui non è abbastanza qualificato.
Quali sono i motivi che portano tanto stress? Ansia da risultato, eccessiva mole di lavoro, senso di frustrazione derivante da una paga poco premiante o da una carriera che stenta a decollare nonostante i numerosi sacrifici, ma anche la preoccupazione di non poter coniugare al meglio lavoro e vita privata.
“Lo stress eccessivo e cronico può portare il lavoratore ad avere problemi di salute psicologica. Chi lavora nel mondo finanziario è costantemente posto sotto pressione da più variabili che spesso non dipendono neanche da lui stesso: imprevedibilità dell’andamento dei mercati, volatilità emotiva dei clienti dovuta anche alla scarsa educazione finanziaria. Per i consulenti che operano in banca pressioni commerciali eccessive, non sempre in linea con le necessità della clientela. Infatti, in particolare, a soffrire di questi problemi sono i commerciali, con percentuali che superano il 70%. Secondo un sondaggio della Fabi, i lavoratori del settore bancario sono affetti da stress a causa delle logiche lavorative. Inoltre, il 45% dei lavoratori bancari in Lombardia dichiara di avere disturbi del sonno e di dover assumere farmaci ansiolitici.
Questo quadro desolante purtroppo non incide solo sulle persone (cosa più importante), ma condiziona negativamente l’azienda, in tutte le sue componenti, non solo in termini di risultati di bilancio. E inoltre, è un costo per la collettività e un tema sociale di importanza rilevante.
Diventa quindi indispensabile affrontare il problema, sia a livello di singolo individuo, sia a livello di azienda.
Certamente per il singolo individuo riuscire a fare tutto da soli è impresa più difficile, è opportuno cominciare a lavorare su sé stessi e anche nei prossimi blog continueremo ad affrontare queste tematiche di grande attualità. Nel frattempo, ecco qualche utile suggerimento da attuare da subito in chiave di intelligenza emotiva:
Sviluppare la consapevolezza delle proprie emozioni e degli stati d’animo.
Imparare a riconosce le emozioni e ad esprimerle.
Coltivare empatia verso gli altri e soprattutto verso se stessi.
In ambito aziendale invece:

è importante promuovere l’equilibrio lavoro-vita.

Offrire programmi di formazione e coaching sull’intelligenza emotiva, sulla mindfulness, e su strumenti che permettano di imparare a gestire lo stress, le pressioni e le emozioni.
Da parte dei manager e dei vertici apicali, adottare una leadership empatica per comprendere emozioni ed esigenze delle proprie risorse umane.

Sono un High Performance Coach: alleno atleti professionisti, sportivi, manager e imprenditori che desiderano elevare il proprio livello di performance, migliorando lo stato di benessere. La mia specializzazione è lavorare su stress e pressione. Da atleta, analista finanziario, imprenditore ho sperimentato la stretta relazione tra pressione e performance. Saper gestire lo stress e la pressione è fondamentale per ottenere la massima prestazione sia in campo sportivo, sia nelle attività professionali.

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