Skip to main content

Più tristi in azienda, scende l’Employee Happiness Index

La scorsa settimana abbiamo parlato dell’importanza del benessere e del fatto che le imprese dovrebbero prendersi più cura dei propri dipendenti.

L’ Employee Happiness Index, che è l’indice che misura la soddisfazione dei dipendenti nei confronti dell’azienda, sta scendendo in maniera vortiginosa negli ultimi tre anni. Le cause sono molteplici, tra queste ve ne sono due: il troppo stress e il pessimo clima lavorativo. Due cause che non necessariamente dipendono solo dall’azienda ma potrebbero dipendere anche dal lavoratore.

Il pessimo clima lavorativo in molti casi scaturisce da manager che mantengono uno stile ancora autoritario, spesso per insicurezza, in luogo di modelli più legati all’autorevolezza, alla gentilezza, alla collaborazione e al coinvolgimento delle risorse umane. Questo incide anche su una mancanza di crescita professionale del dipendente che, non trovando supporto adeguato, perde motivazione ed interesse, avendo magari un compenso non allineato alla posizione. Dall’altra, quanti dipendenti non contribuiscono alla creazione di un clima sereno in azienda?

Sarebbe utile una riflessione su quanto amor proprio ognuno di noi riversa sul lavoro che svolge, sulle relazioni che instaura con i colleghi, su quanto siamo egoisti o collaborativi, su come siamo empatici e problem solver oppure sempre ostili e menefreghisti, ecc. ecc.

Lo stress invece è decisamente legato alla persona. Spesso la differenza la fa il modo in cui vediamo e viviamo le cose anche professionalmente. La verità è che la maggior parte delle persone soffre della sindrome dell’insoddisfazione permanente: una vita dedicata ad inseguire: una promozione, un lavoro migliore, uno stipendio più alto o un ruolo più importante, ma l’elenco potrebbe essere molto più lungo. Noi confondiamo l’accettazione di vivere il percorso con l’accontentarci.

Pensiamo che l’ambizione sia necessariamente solo una spasmodica gara dove l’unica cosa che conta sia il risultato finale e ci perdiamo tutto il resto. È importante fare un lavoro su se stessi per imparare a goderci il percorso e vivere il presente con gioia invece che pensare e inseguire sempre ciò che non abbiamo.

Sono un High Performance Coach: alleno atleti professionisti, sportivi, manager e imprenditori che desiderano elevare il proprio livello di performance, migliorando lo stato di benessere. La mia specializzazione è lavorare su stress e pressione. Da atleta, analista finanziario, imprenditore ho sperimentato la stretta relazione tra pressione e performance. Saper gestire lo stress e la pressione è fondamentale per ottenere la massima prestazione sia in campo sportivo, sia nelle attività professionali.

×