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Il potere dell’autoconsapevolezza

Siamo ai Campionati Europei, Ronaldo ha appena sbagliato un rigore durante la partita. Ora è ancora lì sul dischetto. Siamo ai fatidici calci di rigori. Lui prende il pallone e va a tirare il proprio senza esitazione. Una parte di pubblico è in silenzio, gli occhi su di lui, la pressione è alle stelle. Gli altri, quelli della fazione avversaria gli urlano di tutto.  In questo momento di grande Pathos, la differenza tra successo e fallimento non dipende più solo dalle sue abilità tecniche, ma dalla sua capacità di gestire la pressione e mantenere la concentrazione. E questa capacità nasce da una profonda autoconsapevolezza.

L’Importanza dell’Autoconsapevolezza per l’Atleta

L’autoconsapevolezza è fondamentale per qualsiasi atleta che aspiri a massimizzare le proprie performance. Il principio base è semplice: possiamo gestire solo ciò che conosciamo. Senza una comprensione profonda delle proprie emozioni, reazioni e comportamenti, un atleta è come un navigatore senza bussola, incapace di orientarsi nel mare agitato della propria competizione.

Conoscere Sé Stessi

Per un atleta, conoscere sé stesso significa essere consapevole dei propri punti di forza e debolezze, delle reazioni sotto pressione, dei momenti in cui si è più vulnerabili e delle strategie che funzionano meglio per mantenere la concentrazione e la motivazione. Questa consapevolezza è come avere un manuale di istruzioni per il proprio corpo e mente, permettendo di sfruttare al meglio ogni situazione.

Adattarsi ai Cambiamenti

Lo sport è pieno di imprevisti: un cambiamento improvviso nelle condizioni meteo, una strategia inaspettata dell’avversario, un infortunio. La capacità di adattarsi rapidamente a questi cambiamenti è ciò che distingue un buon atleta da un campione. Un alto livello di autoconsapevolezza permette di riconoscere le proprie reazioni immediate e di adattarsi con agilità, mantenendo la calma e la concentrazione.

Migliorare le Performance

L’autoconsapevolezza non solo aiuta a gestire la pressione e lo stress, ma migliora anche le performance complessive. Conoscere i propri ritmi, sapere quando è il momento di spingere e quando è necessario recuperare, permette di ottimizzare l’allenamento e le competizioni. Un atleta consapevole delle proprie esigenze fisiche e mentali può raggiungere il massimo rendimento con il minor dispendio di energia, mantenendo alte le performance anche in situazioni di alta pressione.

Massimo Rendimento con Minor Dispendio

Immagina un maratoneta che sa esattamente quando idratarsi, quando gestire il ritmo della sua corsa per conservare energie, e quando spingere al massimo verso il traguardo. Questo livello di consapevolezza consente di utilizzare le risorse del corpo in modo efficiente, garantendo un rendimento ottimale. Allo stesso modo, un tennista che conosce le proprie reazioni emotive può mantenere la calma durante un tie-break, evitando errori costosi.

Il Potere delle Domande

Un buon coach sa che il vero potere non risiede nel fornire risposte preconfezionate, ma nel porre le domande giuste. Le domande stimolano la riflessione, aiutano l’atleta a esplorare nuove prospettive, a identificare i propri blocchi e a trovare soluzioni efficaci. Questo processo di interrogazione è fondamentale per sviluppare l’autoconsapevolezza.

Esempi di Domande Potenti

Quando è che performi al tuo meglio?

Quali sono le tue principali risorse e punti di forza?

Aiuta l’atleta a focalizzarsi sugli aspetti positivi e sulle capacità che possono essere utilizzate per superare le difficoltà.

Come ti senti (o ti sei sentito) riguardo a questa situazione? Cosa hai sentito durante la prestazione? Hai usato il dialogo interno? Cosa hai sentito a livello di gesto tecnico? Eri in ascolto o avevi pensieri disfunzionali. Eri sciolto o teso durante la prestazione?

Incoraggia l’atleta a esplorare le emozioni associate a una particolare circostanza, offrendo una comprensione più profonda del proprio stato fisico ed emotivo.

Cosa potresti fare di diverso la prossima volta?

Stimola la riflessione sulle azioni eseguite e incoraggia a identificare strategie alternative per il futuro.

La consapevolezza è un elemento fondamentale di ogni atleta perché consente di essere presente, attendo allo svolgimento del gesto tecnico (il processo) e essere concentrato sulla qualità della propria prestazione.

Il Ruolo del Coach nella Crescita dell’Autoconsapevolezza

Un coach efficace funge da specchio per il proprio atleta, riflettendo i comportamenti, le emozioni e i pensieri che potrebbero passare inosservati. Attraverso domande mirate e feedback costruttivi, il coach aiuta l’atleta a sviluppare una maggiore consapevolezza di sé, facilitando così il processo di cambiamento e miglioramento, senza offrire soluzioni. Le domande sono importanti perché ognuno  di noi è unico e le risposte sono diverse, le domande sono strumenti potenti, spesso scomode, anche provocatorie, sempre con intenzione positiva, per far emergere consapevolezza, nuove idee, nuovi spinti, nuovi modi di vedere le cose, a volte per creare quella confusione necessaria, prima del cambiamento.

Esempio di Coaching

Consideriamo un atleta che ha difficoltà a mantenere la calma nei momenti cruciali della sua prestazione. Un coach potrebbe iniziare chiedendo: “Quando ti senti più nervoso? Cosa è accaduto? Cosa hai sentito? Dove lo hai sentito?  Queste domande aiutano l’atleta a identificare i momenti critici e a esplorare i fattori scatenanti del nervosismo. Successivamente, il coach potrebbe chiedere: “Quali sono le tecniche che hai usato per calmarti?” Questo incoraggia il giocatore a riflettere sulle proprie risorse e a trovare soluzioni.

Autoconsapevolezza e Bias Cognitivi

Essere consapevoli di sé aiuta anche a riconoscere e gestire i bias cognitivi. Ad esempio, il bias di conferma ci porta a cercare e interpretare informazioni in modo che confermino le nostre convinzioni preesistenti. Un alto livello di autoconsapevolezza permette all’atleta di riconoscere quando è influenzato da questi bias e di adottare una prospettiva più equilibrata.

L’autoconsapevolezza è la chiave per una vita sportiva più equilibrata e soddisfacente. Riconoscere e comprendere le proprie emozioni, pensieri e comportamenti permette agli atleti di gestirli in modo più efficace, migliorando così le loro decisioni e performance. Il potere delle domande, sapientemente utilizzato da un coach, è uno strumento potente per sviluppare questa consapevolezza e facilitare il cambiamento. Ricorda, possiamo gestire solo ciò che conosciamo e se lo conosciamo possiamo gestirlo e adattarlo ad ogni situazione. Investire tempo e risorse nell’autoconsapevolezza non solo rende un atleta migliore nel presente, ma lo prepara anche a affrontare con successo le sfide future.

Sono un High Performance Coach: alleno atleti professionisti, sportivi, manager e imprenditori che desiderano elevare il proprio livello di performance, migliorando lo stato di benessere. La mia specializzazione è lavorare su stress e pressione. Da atleta, analista finanziario, imprenditore ho sperimentato la stretta relazione tra pressione e performance. Saper gestire lo stress e la pressione è fondamentale per ottenere la massima prestazione sia in campo sportivo, sia nelle attività professionali.

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