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E tu che amico sei?

Immagina di avere un amico che, ogni giorno, ti dice che non sei abbastanza bravo, che dovresti fare di più, essere di più, che giudica negativamente tutto ciò che fai, che ti insulta e ti prende a male parole. Non è mai soddisfatto di te e, quando fai qualcosa di positivo non ti festeggia mai. Anzi ti alza l’asticella dicendoti che quello che hai fatto è del tutto normale. Quanto tempo passeresti con questo amico prima di sentirti completamente esausto e abbattuto? Ora, pensa a quante volte ti parli in questo modo. Il dialogo interiore negativo e il costante giudizio verso sé stessi non solo mina la nostra autostima, ma ci condanna a un ciclo infinito di insoddisfazione e avversione verso noi stessi. Il giudizio verso noi stessi è la catena che ci tiene prigionieri; l’amore verso noi stessi è la chiave che ci libera.

Il continuo giudicarsi è come un veleno lento che distrugge la nostra autostima dall’interno. Ogni volta che ci diciamo “non sono abbastanza” o “dovrei essere diverso”, “sei un incapace” rafforziamo una narrazione negativa che diventa sempre più difficile da superare. Questo giudizio costante crea un terreno fertile per l’insoddisfazione cronica, poiché non importa quanto ci sforziamo, non ci sentiamo mai all’altezza dei nostri stessi standard. Se sei anche un perfezionista cronico oltre che pessimista, negativo e critico, il quadro è completo.

Dire a sé stessi “non vado bene così come sono” è l’inizio di tutte le forme di avversione verso sé stessi. Questo pensiero si radica profondamente nella nostra psiche, influenzando ogni aspetto della nostra vita. Cominciamo a evitare situazioni in cui potremmo fallire, riduciamo le nostre ambizioni e, spesso, ci isoliamo socialmente per evitare il giudizio degli altri, che riflette il nostro giudizio interiore. Ogni errore è vissuto come un fallimento personale oltre al fallimento professionale. Il giudizio è su noi stessi e non solo sul comportamento errato.

La bassa autostima non nasce dal nulla. È il risultato di anni di auto giudizio e critica. Ogni volta che ci diciamo che ci giudichiamo, alimentiamo un circolo vizioso che rafforza la nostra insicurezza. Questo circolo si perpetua attraverso le nostre azioni e decisioni quotidiane, che sono spesso influenzate dal desiderio di evitare ulteriori delusioni.

Se crediamo di non essere competenti, eviteremo opportunità di crescita professionale per paura di fallire, limitando così il nostro potenziale.

Un’autostima bassa ci porta a scegliere relazioni in cui non siamo valorizzati, o a evitare relazioni intime per paura del rifiuto.

Il giudizio ci espone alla paura del fallimento e ci impedisce di perseguire i nostri veri sogni e aspirazioni, lasciandoci con un senso di incompiutezza e rimpianto. Per ogni cosa che facciamo, abbiamo già deciso ex-ante che falliremo, nel lavoro, nello sport, nella vita.

Il primo passo per rompere questo ciclo distruttivo è diventare consapevoli del nostro dialogo interiore. Dobbiamo imparare a riconoscere quando ci stiamo giudicando duramente e sostituire questi pensieri negativi con affermazioni positive e realistiche. Questo processo richiede pratica e pazienza, ma è fondamentale per costruire una sana autostima.

Cambiare il proprio dialogo interno non basta. Bisogna interrompere il loop negativo del giudizio, accettando i propri errori e smettendo di giudicare la nostra identità ogni volta.

Bisogna evitare di dare per scontato ciò che facciamo di buono e celebrare anche i piccoli successi quotidiani rafforzando così la nostra autostima.

Io vado bene così come sono e tu vai bene così come sei, accettando consapevolmente pregi e difetti di sé stessi e degli altri è una forma di amore verso sé stessi e verso gli altri che rafforza l’autostima, vi rende centrati, lucidi e sereni, con meno ansie da risultato e maggior accettazione di sé. Quando ti giudichi, ti blocchi; quando ti accetti, cresci. Quando ti accetti per come sei, ti rendi forte e sicuro e ti pervade l’energia necessaria per compiere consapevolmente e in maniera assertiva ogni azione proattiva e funzionale al raggiungimento dei tuoi obiettivi con serenità ed entusiasmo.

L’esercizio della gratitudine è fondamentale: focalizzarsi su ciò che abbiamo e su ciò che siamo grati aiuta a spostare l’attenzione dal negativo al positivo.

Trattarsi con la stessa gentilezza e comprensione che riserviamo agli altri. Ricordare che l’errore è umano e parte del processo di crescita.

Imparare a trattarsi con gentilezza e rispetto è un percorso che richiede tempo e impegno. Tuttavia, il beneficio di coltivare un atteggiamento positivo verso sé stessi è inestimabile.

Sono un High Performance Coach: alleno atleti professionisti, sportivi, manager e imprenditori che desiderano elevare il proprio livello di performance, migliorando lo stato di benessere. La mia specializzazione è lavorare su stress e pressione. Da atleta, analista finanziario, imprenditore ho sperimentato la stretta relazione tra pressione e performance. Saper gestire lo stress e la pressione è fondamentale per ottenere la massima prestazione sia in campo sportivo, sia nelle attività professionali.

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